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L’esperienza
laboratoriale si comporrà di una serie di esercitazioni volte alla
progettazione di interventi in differenti situazioni di disagio sia
potenziale che conclamato, impiegando il mezzo teatrale per evidenziare
-ed in qualche modo anticipare- le difficoltà che possono presentarsi in
fase operativa. A tale scopo verranno impiegati strumenti quali la
situazione simulata, il brainstorming e la discussione collettiva, per
evidenziare da punti di vista sia teorici che pratici l’importanza
dell’approccio quando si ha a che fare con segmenti di popolazione -non
soltanto in contesti urbani- in evidente stato di emarginazione, gruppi
solitamente caratterizzati da un atteggiamento di diffidenza e chiusura
verso l’esterno, quando non in aperto contrasto con esso. L’iter
formativo sarà quindi riferito: -
allo studio di situazioni ipotetiche e predefinite nelle loro
caratteristiche, alla ricerca e individuazione delle risorse umane
-disponibili e indisponibili- necessarie alla realizzazione del progetto,
e di quali possano essere le iniziative adeguate a colmare eventuali
insufficienze; - alla costruzione
ed analisi di situazioni di primo contatto e situazioni problematiche,
utilizzate anche come materiale di studio sulla comunicazione, applicando
una metodologia che mette in relazione la lettura delle situazioni
conflittuali secondo punti di vista psicologici, sociologici e teatrali.
Tutto questo ha anche lo scopo di mostrare agli allievi quanto sia
facile -e pericoloso- proiettare le proprie aspettative e il proprio
immaginario in situazioni che si conoscono solamente sulla carta: le
informazioni così veicolate sono sicuramente indispensabili, ma non
possono sostituire in alcun modo il contatto e la ricerca sul
campo. |
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Watzlawick,
Beavin, Jackson, Pragmatica della Comunicazione Umana, ed.
Astrolabio L. Cancrini, Quei temerari sulle macchine volanti,
ed. NIS E. Goffman, Il rituale dell’interazione, ed. Il Mulino
S. Moscovici, La relazione con l’altro, ed. Raffaello Cortina
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