Università degli Studi di Bologna
Facoltà di Scienze della Formazione

Le emozioni del teatro

Responsabile: F. Frabboni
Docenti: F. Bonora


Programma/argomenti

Nei progetti di intervento sul territorio -si tratti o meno di situazioni di disagio- capita spesso di trovare inseriti laboratori teatrali di varie forme ed obiettivi: tali inserimenti possono costituire un apporto assai positivo ma solo se non fatti a casaccio. Durante i colloqui di progettazione non è raro sentir pronunciare -sia da funzionari delle pubbliche amministrazioni sia da esponenti di associazioni o gruppi- frasi del tipo un po’ di teatro non fa certo male, come se si trattasse di somministrare una compressa di aspirina, oppure con il teatro si imparano ad esprimere le emozioni, come se tutti gli sventurati che non hanno mai avuto la grazia di calcare un palcoscenico fossero condannati ad un abisso di incomunicabilità. E’ vero che non è necessario essere attori per avere un’idea di cosa si vada a proporre quando si vuole inserire in un progetto una qualsiasi attività teatrale, ma è altrettanto innegabile che in questo caso avere svolto un minimo di pratica può aiutare molto la grammatica. Questo laboratorio si pone l’obiettivo di far conoscere ai partecipanti quali valenze emotive possano essere messe in gioco allorché si decida di utilizzare lo strumento teatrale, e di metterli in grado di valutare con buona cognizione di causa se, quando e con quali obiettivi questo strumento vada impiegato. Va da sé che una tale valutazione è tanto più necessaria quanto più gli ambiti di intervento sono da considerarsi a rischio o compresi all’interno di situazioni istituzionalizzate. A tale scopo durante il laboratorio si svolgerà -in sintesi- il percorso che porta alla preparazione di un personaggio attraverso l’evocazione degli stati emotivi e delle motivazioni che lo muovono, impiegando tecniche ed esercizi mutuati dalle ricerche di Stanislavskij e dal Metodo Strasberg.


Bibliografia

Mel Gordon, Il Sistema Stanislavskij¸ ed. Marsilio


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